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CompagniadijPastor
Libera associazione per lo studio e la conservazione della cultura tradizionale e della lingua regionale nei territori del Verbano Cusio Ossola e dell'alto Novarese
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Compagnia dij Pastor
La Compagnia dij Pastor nasce a Omegna (VB) nel 1998 dall'idea di un gruppo di appassionati che da tempo si dedica allo studio delle "vecchie cose".
Ij pastor a Omegna sono le paratie che regolano il deflusso delle acque dal lago d'Orta (Cusio) e ne custodiscono l'integrità. Allo stesso modo la Compagnia intende custodire il patrimonio culturale tradizionale delle nostre genti, curandone lo studio e la diffusione.
L'interesse è particolarmente indirizzato ai dialetti locali, per i quali si decide di agire trascrivendo tutto quanto possibile dnans chë fassa neuit, prima che scenda il buio. Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Regione Piemonte attraverso le sue leggi riguardanti "la conservazione e la valorizzazione dell'originale patrimonio linguistico piemontese", viene scelto per la trascrizione l'impiego della grafia normalizzata fissata dalla Consulta Regionale per la Lingua Piemontese. Nel corso degli anni sono stati studiati una serie di accorgimenti e di modifiche per adeguare tale sistema grafico alle particolarità delle parlate locali.

Questo blog è curato da Massimo M. Bonini che è l'autore dei testi pubblicati, ove non diversamente indicato.

La Marcia dij Coscrìt
14 maggio 2010

 

Fieuj partoma, sentì le fanfare
con le trombe ca sona d’antorn,
sensa gnonie ‘mbrassè nòsta mare,
peui an marcia al segnal dij tambor.
A l’han d’invidia le lacrime a ij eui
ij compagn ca na strenso la man,
su cantoma, marcioma bèi fieuj,
rataplan, rataplan, rataplan…
 
 
      Refrèn
Difensor dla nòsta tèra,
niun nemis an fa trëmblè,
sentinèla a la frontiera,
fior d’alpini e canoniér.
Niun ramì, dla sira spàlia,
tribulà dal mal caduch.
A l’è ‘l Piemont che al dà a l’Italia
sòa pì bèla gioventù (2 vòt)
 
 
Niun d’Italia desidera goèra,
né masacri, né scene ‘d dolor,
son ij èmblemi dla nòsta bandéra
la speransa, la féd e l’amor.
Ma col dì ch'a nariva difende
ël bon drit e l’onor ‘d ij italian
i l’avroma coragi da vende,
rataplan, rataplan, rataplan…
 

 

Traduzione italiana (a grande richiesta...)

Ragazzi, partiamo / sentite le fanfare / con le trombe che suonano d'attorno. / Senza neppure abbracciare nostra madre / poi in marcia al segnale dei temburi. / Han per l'invidia  / le lacrime agli occhi / i compagni che ci stringono la mano. / Su, cantiamo, marciamo, bei ragazzi! / Rataplan... // Difensori della nostra terra / nessun nemico ci fa tremare / sentinella alla frontiera / fior d'alpini e artiglieri. / Nessun rachitico, con la faccia pallida / tormentato dall'epilessia / è il Piemonte che dà all'Italia / la sua più bella gioventù. // Nessuno in Italia desidera guerra / né massacri, né scene di dolore. /  Sono emblemi alla nostra bandiera / la speranza, la fede e l'amore. / Ma il giorno che si dovrà difendere / il buon diritto e l'onore degli italiani / avremo coraggio da vendere! / Rataplan...

Marcia dei coscritti piemontesi

Canzone popolare di fine ‘800. Riscoperta nel 1982 dal maresciallo Sergio Bonessio - direttore della fanfara della Brigata Alpina Taurinense - è divenuta di fatto l’inno della Taurinense e, di conseguenza, degli alpini piemontesi.


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permalink | inviato da CasaleCorteCerro il 14/5/2010 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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