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CompagniadijPastor
Libera associazione per lo studio e la conservazione della cultura tradizionale e della lingua regionale nei territori del Verbano Cusio Ossola e dell'alto Novarese
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Compagnia dij Pastor
La Compagnia dij Pastor nasce a Omegna (VB) nel 1998 dall'idea di un gruppo di appassionati che da tempo si dedica allo studio delle "vecchie cose".
Ij pastor a Omegna sono le paratie che regolano il deflusso delle acque dal lago d'Orta (Cusio) e ne custodiscono l'integrità. Allo stesso modo la Compagnia intende custodire il patrimonio culturale tradizionale delle nostre genti, curandone lo studio e la diffusione.
L'interesse è particolarmente indirizzato ai dialetti locali, per i quali si decide di agire trascrivendo tutto quanto possibile dnans chë fassa neuit, prima che scenda il buio. Sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Regione Piemonte attraverso le sue leggi riguardanti "la conservazione e la valorizzazione dell'originale patrimonio linguistico piemontese", viene scelto per la trascrizione l'impiego della grafia normalizzata fissata dalla Consulta Regionale per la Lingua Piemontese. Nel corso degli anni sono stati studiati una serie di accorgimenti e di modifiche per adeguare tale sistema grafico alle particolarità delle parlate locali.

Questo blog è curato da Massimo M. Bonini che è l'autore dei testi pubblicati, ove non diversamente indicato.

Mestieri e giochi di una volta a Miasino
16 giugno 2014


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Salviamo le lingue locali
27 aprile 2013

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Giornata nazionale del Drago
17 marzo 2013



«I cieli di questo mondo sono fatti per i draghi. Certi bambini (...) guardano su nel cielo azzurro d’estate e aspettano qualcosa che non arriva mai.» . .

(Robin Hobb)

Tutti i bambini, in ogni tempo e in ogni luogo sognano i draghi.

Le mode cambiano come cambiano le stagioni, a ogni nuovo film si pubblicizza un eroe diverso, con nomi, abiti e poteri peculiari eppure nei giochi dei bambini di questo nuovo millennio torna lo stesso drago che era stato messo a guardia del Vello d’Oro, il sinuoso dragone cinese o il “grande serpente” che terrorizzava i nativi americani.

Non c’è stata cultura, mai, in cui l’eroe non si sia scontrato con un drago. Sono mutate le usanze e le religioni e al posto di dei pagani Sigfridi sono arrivati i santi. Sono cambiate le paure e i draghi hanno iniziato a essere svegliati anche dagli esperimenti nucleari - con quale nome, se non “drago” può essere definito Godzilla? Sono cambiate le armi per affrontarli, ma i draghi rimangono, imperanti, di fronte all’eroe.

Che sia un semplice hobbit, un santo armato di lancia o solo di fede, un guerriero invincibili o un ragazzino con una cicatrice a forma di saetta, l’eroe, in quanto tale, a un certo punto della storia, deve per forza affrontare il drago per assurgere al suo ruolo di campione.

E al drago, nella stragrande maggioranza dei casi, non spetta che la morte. Tranne poche, lodevoli, eccezioni, ancora oggi la maggior parte delle storie prevede la sconfitta del drago. Che sia esso a guardia di un tesoro - che spesso detiene legalmente o gli è stato affidato - che stia controllando una principessa - a cui non ha nuociuto in alcun modo - o, peggio, che non abbia altra colpa che “seminare terrore” - per il semplice fatto di abitare la propria terra - il drago viene affrontato con le armi e ucciso.

Bisogna ricordare, però, che i draghi sono animali dalla vita molto lunga e come altre creature simili - basti pensare, anche se il paragone è considerato inammissibile dai draghi stessi, alle balene o agli elefanti - hanno un bassissimo tasso di riproduzione. L’uccisione indiscriminata di draghi, che non è mai stata regolata da alcuna legge, ha nei secoli minato in modo che alcuni esperti giudicano irreparabile la popolazione draconica. Se non si presta attenzione, il terzo millennio potrebbe essere l’ultimo dei draghi, che soffrono, oltre che per la caccia, per il ridimensionamento costante del loro habitat.

E senza draghi non ci possono essere eroi. Quello verso cui ci dirigiamo è un mondo desolato, senza sfide degne di essere affrontate, dove i bambini levano sguardo verso il cielo e sentono la mancanza di qualcosa a cui non sanno neppure dare un nome.

Per questo intendiamo costituire, nel data del 23 aprile la Giornata Nazionale del Drago.

Il 23 aprile è la festa di san Giorgio, che senza un drago non sarebbe certo diventato famoso e probabilmente neanche santo.

Il 23 aprile è anche la giornata dei libri, unico habitat incontaminato nel quale è ancora comune osservare dei draghi in libertà.

Se è vero che

Nessuno può spiegare un drago (U.K. Le Guin)

è bene ricordare che ciò che non si può spiegare va tutelato, protetto, indagato, non certo distrutto.


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Nasce il Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici
18 febbraio 2013

Giovedì 21 febbraio 2013 si celebra l'International Mother Language Day, giornata internazionale dedicata a tutte le lingue madri, istituita dall'UNESCO nel 1999.
Si presenta in questa occasione la costituzione del Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici il cui scopo è la tutela e la promozione di tutti i patrimoni linguistici, la salvaguardia dei diritti di espressione culturale e la tutela della diversità culturale.

Il patrimonio linguistico italiano è uno dei più ricchi e variegati d’Europa.
Sono 31 le lingue censite in Italia dall'UNESCO nell'Atlante delle Lingue in pericolo (Atlas of the World's Languages in Danger).

Le lingue e i patrimoni culturali sono culture viventi attualmente poco conosciute. Ufficialmente, inoltre, lo Stato Italiano riconosce solo alcune lingue regionali o minoritarie tralasciandone altre, compiendo così un atto discriminatorio nei confronti di realtà tutt’ora vive.

Nato da un’iniziativa partita dal gruppo Facebook Contro lo spot RAI 2010 sui ‘dialetti’, vergogna sono lingue vive, il Comitato si riconosce nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nell’Atlante mondiale delle lingue in pericolo edito dall’UNESCO, nella Carta Europea delle Lingue Regionali e Minoritarie, nella Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, nella Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali e nella Dichiarazione Universale sui diritti linguistici del 1996.

Il Comitato, apartitico, aconfessionale e indipendente, raccoglie per la prima volta studiosi, divulgatori e locutori provenienti da ogni parte d'Italia. Il Comitato si avvale del supporto di un coordinamento scientifico, costituito da antropologi, linguisti, docenti universitari e si prefigge lo scopo di salvaguardare i patrimoni linguistici e le culture viventi ad essi collegate. Esso si pone inoltre come interlocutore e consulente per le politiche linguistiche presso le istituzioni operando a favore della protezione, valorizzazione, sensibilizzazione, informazione, condivisione, divulgazione, rivitalizzazione dei beni culturali immateriali e materiali presenti sul territorio (lingua, sapere tradizionale, arte, spettacolo, musica, riti, artigianato, etc) anche attraverso la raccolta e lo studio di tali patrimoni e ne incoraggia la trasmissione fra le generazioni.

Il Comitato crede che la diversità linguistica e culturale, riflessa nell’originalità e nella pluralità delle identità, crei un mondo prospero ed eterogeneo in grado di moltiplicare le scelte possibili e di alimentare le capacità e i valori umani. La diversità culturale rappresenta un settore essenziale per lo sviluppo sostenibile delle comunità e dei popoli e, perciò, costituisce una ricchezza preziosa da non disperdere.

Info www.patrimonilinguistici.org


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Guida sentimentale del Verbano - nuova edizione 2013
11 febbraio 2013

Dopo il successo ottenuto dalla prima edizione 2011 de “La Guida Sentimentale del Verbano,il Circolo Culturale Arci La Marenca con sede in Oggebbio , in collaborazione con la Cooperativa Valgrande invita alla edizione.2013.

L’intento è il medesimo : costruire uno strumento di viaggio con il contributo di coloro che conoscono il territorio del Verbano- la sponda piemontese del Lago e le valli retrostanti-e ne propongono i luoghi “raccontandoli” attraverso le proprie emozioni, i propri sentimenti.

Così gli itinerari , un borgo, un sentiero, una baita ,un cortile, un bosco, una chiesetta poco noti potranno essere percorsi ,osservati “con nuovi occhi” perché diventano luoghi di emozioni vissute profondamente dagli autori.

E’ un po’ come guardare la cartolina illustrata di un paesaggio e poi girandola leggere il messaggio che la persona ha inviato all’altra; ecco che la cartolina non è più la stessa ,c’è il paesaggio e ci sono le persone.

La convinzione è che il nostro Verbano, la meraviglia di questo ambiente ,sarà meglio protetto se sarà meglio conosciuto

I proventi della guida saranno destinati ad azioni di solidarietà

La prima edizione è stata sostenuta dalla Comunità Montana del Verbano ,dalla Provincia del VCO, dalla Fondazione Comunitaria VCO.

Gli scrittori- viaggiatori possono inviare i racconti-itinerari

ENTRO IL 1° MAGGIO 2013

al “Circolo Culturale Arci La Marenca Via Milano 8 -28824 OGGEBBIO. ovvero all'indirizzo oggebbio@libero.it

Tutte le informazioni si trovano sul blog lamarenca.@ilcannocchiale.it e sulla pagina facebook de La Guida Sentimentale.- tel. 320 8138564


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Il futuro ha molte lingue
27 gennaio 2013
da La Stampa - 12 gennaio 2013

LA RIVINCITA DEL DIALETTO - IL FUTURO HA MOLTE LINGUE
Una giornata dell'orgoglio vernacolare, per combattere l'idioma unico
di Davide Sacco

Altro che Babele, basta fare due passi ed il coniglio diventa lapin, la quercia si trasforma in rol, il gioco muta in bot. È l'italia dei dialetti, universo moltiplicato che adesso trova la sua giornata nazionale giovedì 17 gennaio, per la prima volta, le lingue locali vengono celebrate in un progetto unico, dalla montagna fino al mare. A proporre l'iniziativa è l'Unione nazionale delle Pro Loco, che ha provato a riunire lungo un filo unico tante realtà lontane nello spazio e nella parola, a metà strada tra l'orgoglio linguistico e la voglia di guardare ad un mondo che traballa.
«L'obiettivo - spiega Gabriele Desiderio dell'Unpli - è salvaguardare un'espressione diretta delle comunità locali, insieme a tutta quella cultura che il dialetto veicola. Vedendo come la trasmissione di generazione in generazione sia venuta meno, vogliamo lanciare un segnale d'allarme su un patrimonio culturale che potrebbe andare perso».
Tra un declino ormai pluridecennale e nuove cellule di resistenza, che cosa si rischia di lasciare per strada? «Il problema - spiega Tullio Telmon - è che spesso con le lingue locali scompaiono culture e saperi tradizionali, competenze che da sempre erano tramandate insieme a una parlata specifica. Se ne vanno nomi, toponimi, lemmi che non è più possibile immaginare, perché coinvolgono mondi interi».
Le lingue nascono, crescono, muoiono. Nel calderono linguistico italiano, dove la lingua standard è più una teoria che una realtà, la maggioranza delle persone affianca l'italiano a parlate locali: secondo l'Istat (l'ultima ricerca è del 2006), la percentuale di chi usa in famiglia anche lingue diverse dall'italiano supera il 50% della popolazione (il 16% è composto da chi le utilizza solo come seconda scelta). Per tanti l'antenato è il latino, ma da Sud a Nord si incontrano radici innestate su parlate albanesi, croate, grecaniche, tedesche.
Ma è meglio parlare di dialetti o di lingue locali? «Dal punto di vista linguistico - dice Telmon - le due definizioni sono sinonimi. Io preferisco parlare di lingue locali perché la parola "dialetto" è stata connotata negativamente: fino a vent'anni fa il suo uso era sentito come marca di inferiorità sociale, proprio perché l'italiano non era posseduto. Quando tutti hanno imparato la lingua nazionale, quella locale è diventato un valore aggiunto».
Avventurarsi tra le diverse famiglie è questione spinosa. I confini (quando ci sono) sono labili e raccontano di continui scambi e contaminazioni. Una prima suddivisione è quella che separa, su una linea ideale che unisce La Spezia e Rimini, i dialetti settentrionali da quelli meridionali: la distinzione è quella tra Romània latinizzata occidentale e orientale, che taglia l'italia (e l'Europa) in due e che si frammenta in una pluralità di declinazioni:  dal salentino al franco provenzale e dal siciliano al ladino, l'equilibrio invisibile delle lingue si trasforma in battaglia quando le parole diventano l'arma di nazionalismi più o meno grandi, accentratori o centrifughi. Con tentativi a volte forzati di arrivare dove l'ambiente familiare non agisce più.
«La mia impressione - continua Telmon - è che tutte le azioni artificiose di trasmissione delle lingue locali siano destinate a lasciare il tempo che trovano. Il percorso è stato sempre quello della mamma e del papà che parla al proprio figlio. L'apprendimento è sempre il benvenuto: ma il percorso di imparare la lingua materna è un percorso irripetibile.» In una società che porta al corto circuito le identità locali e quelle globali, però, c'è un percorso che rimane vincente. O l'alternativa è la lingua unica, quella che Leopardi definiva «per sua natura brutta, uno scheletro, un'ombra di lingua»?
«È l'inganno dell'inglese: ci sono genitori che, illusi dal paradigma della modernità, insegnano la lingua di maggiore diffusione. La soluzione, invece, è il plurilinguismo. C'è stato un secolo di educazione linguistica sbagliata, quando si era convinti che insegnare come lingua materna una lingua locale significasse impedire al bambino di imparare l'italiano. Ma l'apprendimento non funziona per sottrazione: specie fino a dieci anni, i piccoli possono imparare senza problemi due, tre, anche cinque lingue diverse.»

L'ESPERTO - «La scuola non serve, il percorso più efficace parte dai genitori» 45,5% - Persone che parlano prevalentemente italiano in famiglia (indagine Istat 2006) LA SOLUZIONE - «È il plurilinguismo, i piccoli imparano fino a cinque lingue» 72,8% - Persone che parlano prevalentemente in italiano con gli estranei (indagine Istat 2006)



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Da Termidoro a Lipsia
14 aprile 2012



Parrocchia di San Giorgio Martire in Casale Corte Cerro

Comune di Casale Corte Cerro – assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica

Compagnia dij Pastor

DA TERMIDORO A LIPSIA

1800 -1814

quindici anni di storia nei manifesti napoleonici dell’archivio comunale di Casale Corte Cerro

esposizione di documenti storici originali

festa patronale di San Giorgio sale parrocchiali del Baitino - via Roma, 10

Casale Corte Cerro

20 aprile – 1 maggio 2012

aperta negli orari concomitanti con i principali eventi del periodo di festa



 


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Girolago 2012 con Ecomuseo Cusius
11 marzo 2012
 

Conferenza Stampa di Primavera

indetta per il giorno

Sabato 17 marzo alle ore 11.00

a Pettenasco

presso la Sala Consiliare del Comune di Pettenasco

Piazza Unità d’Italia

Seguirà Rinfresco

Nel corso della Conferenza Stampa saranno illustrati i prossimi appuntamenti organizzati dall’Ecomuseo del Lago d’Orta con e per il territorio tra cui Scopriamo Girolago 2012 iniziativa voluta, sostenuta e presentata dai comuni del Cusio. I percorsi e le possibili soste di conoscenza del territorio e incontro con le associazioni locali saranno tappe fondamentali di una passeggiata sugli antichi sentieri per riscoprire il Lago d’Orta.


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X° Concorso Letterario “La me tèra e la so gent”
15 gennaio 2012

Riceviamo e pubblichiamo.

È con grande soddisfazione che inseriamo il bando che fa dieci sulle nostre pagine, soprattutto perché in questo momento in cui non vi è più certezza in nulla, dove la cultura è trattata peggio di “una pezza da piedi”, dove corre voce che tanti concorsi, anche molto importanti, per motivi finanziari, non sono più stati presentati, noi riusciamo ancora una volta, sicuramente non senza sforzo, ma comunque facendo “fuoco con la nostra legna”, a mantenere questo appuntamento con chi è desideroso di continuare a lottare perché il piemontese non si perda!
Come già dallo scorso anno facciamo uscire il bando a dicembre anziché a gennaio per poter favorire chi intende parteciparvi in modo che possa avere un po’ più di tempo.
Continuiamo a ribadire che tutti devono scrivere esprimendosi nella parlata del proprio paese, contribuendo così nel nostro piccolo al mantenimento della bella Lingua Piemontese in tutte le sue diverse sfumature che la rendono unica.
Il tema del Concorso è libero perché ognuno possa comunicare i propri sentimenti più profondi senza restrizioni di alcun genere.
Ecco il Bando della nuova edizione del Concorso Letterario in Lingua Piemontese “La me tèra e la sò gent”.
BANDO
Sezione A- Racconto inedito in prosa
Esso potrà essere una novella, un racconto di vita vissuta, una fiaba, una favola...
Sezione B- Poesia
Al massimo tre poesie inedite alla data della pubblicazione del bando.
Sezione C- Riservato alle Scuole Primarie e alle Secondarie di primo grado che potranno partecipare con ogni tipo di testo: proverbi, conte, favole, indovinelli, canzoni, filastrocche, poesie, ricerche, … Sarà molto gradita la partecipazione degli autori e delle insegnanti alla premiazione con letture o rappresentazioni degli elaborati inviati.
Sezione D- Copione teatrale inedito e mai rappresentato.
Ogni elaborato scritto esclusivamente in Lingua Piemontese andrà inviato a:
Circolo Culturale Langa Astigiana, via G. Penna 1, 14051 Loazzolo (Asti) entro e non oltre il 5 aprile 2012 (farà fede il timbro postale) in 5 copie rigorosamente anonime, contrassegnate da uno pseudonimo.
I concorrenti, inoltre, dovranno allegare ai loro lavori una scheda recante nome e cognome, indirizzo e numero telefonico. Tale scheda dovrà essere chiusa in una busta con indicato all’esterno lo pseudonimo scelto per contrassegnare il proprio elaborato.
Tutte le opere pervenute saranno selezionate da una giuria formata da esperti di Lingua Piemontese e resa nota solo il giorno della premiazione.
La giuria si riserva di non accettare scritti con grafia incomprensibile o recanti segni che potrebbero portare all’identificazione dell’autore stesso.
La giuria esprimerà un giudizio insindacabile che porterà alla premiazione di un vincitore per ognuna delle sezioni.
Le opere non verranno restituite e potranno essere pubblicate sul mensile Langa Astigiana e su una possibile raccolta di tutti i lavori più meritevoli. (Con l’accettazione di questo bando gli autori danno tacito consenso alla pubblicazione delle loro opere senza nulla a pretendere).
Ad ogni autore sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Ad ogni vincitore sarà consegnato il seguente premio:
Sezione A- 200 euro
Sezione B- 200 euro
Sezione C- 200 euro
Sezione D- 300 euro e la possibilità di rappresentare l’opera durante l’ottava edizione della Rassegna Teatrale “Tucc a teatro” 2011/2012 organizzata dal Circolo Culturale Langa Astigiana nel Teatro Comunale di Monastero Bormida.
La premiazione si svolgerà durante la manifestazione “E s’as trovèisso an Langa?” XI^  Festa della Lingua Piemontese nella Comunità Montana Langa Astigiana, che si terrà domenica 10 Giugno 2011 presso la sede operativa del Circolo Culturale Langa Astigiana in Loazzolo, via G. Penna 1.
La partecipazione comporta l’accettazione del presente bando.
Per eventuali informazioni contattare la sede operativa del Circolo Culturale Langa Astigiana in via G. Penna 1, 14051 Loazzolo (Asti) al numero di telefono e fax 014487185 oppure Clara 3400571747 – Silvana 3336669909 o tramite l’e-mail del Circolo: circoloculturalelangaastigiana@virgilio.it.
Il bando è scaricabile dal sito internet www.circololangaastigiana.com
 
Il Circolo Culturale Langa Astigiana

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MOD DA DI
29 dicembre 2011

MOD DA DI – MODI DIRE
UNA NUOVA PUBBLICAZIONE
CURATA DALLA COMPAGNIA DIJ PASTOR
 
E’ appena uscito, per i tipi dell’editore Il Rosso e il Blu di Santa Maria Maggiore, il libro Mod da di, corposa raccolta di ‘vecchi motti di Santa Maria Maggiore’ come recita il sottotitolo imposto dai due autori, Gian Piero Bona e Marivittoria Gennari, appassionati ricercatori nel campo della cultura locale e studiosi della lingua regionale nelle varianti locali, quelle ossolane in particolare.
Sono svariate centinaia le frasi raccolte e trascritte, sia con una grafia semplificata che con il sistema normalizzato fissato dalla Consulta Regionale per la Lingua Piemontese e adattato ai dialetti del Verbano Cusio Ossola proprio dalla Compagnia dij Pastor, associazione di cui Gennari è cofondatrice e importante punto di riferimento. Ogni modo dire è naturalmente accompagnato dalla traduzione in italiano e da una spiegazione del contenuto, ove necessario, e il volume è impreziosito da una vasta raccolta di fotografie ‘d’antan’ che ben illustrano l’ambiente della valle Vigezzo.
L’opera è reperibile, al costo di 15 euro, nelle librerie locali oppure presso i maggiori rivenditori on line.
 

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